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| Il Prc sostiene domani manifestazione dei precari della scuola a Campobasso |
| News Molise |
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TERMOLI _ Proseguono senza posa per tutto il Paese le lotte e le mobilitazioni dei lavoratori precari della scuola, che arrivano a forme eclatanti ed esasperate tanto è drammatica la situazione, persino a scioperi della fame. Come ha dimostrato la recentissima vicenda degli operai della FIAT, i lavoratori non resteranno certo a subire passivamente gli attacchi portati avanti dal Governo e dalla Confindustria contro di loro, nonostante l'oscuramento mass-mediatico e i continui ricatti a cui sono sottoposti. Il licenziamento di migliaia di lavoratori precari della scuola in Italia, è opportuno ricordarlo, lo si deve al taglio di 8 miliardi di euro all'istruzione pubblica perpetrato dal Governo Berlusconi, tutto ciò, funzionale ad un evidente disegno politico di “ghettizzazione” della scuola pubblica, relegata a mera produzione di giovani come “forza lavoro” e, nel contempo, si favoriscono le scuole private, accessibili solo a chi possiede redditi alti e ai figli dei padroni. La nefasta Riforma Gelmini si avvia così a realizzare la "scuola-ghetto": ha, infatti, ridotto in modo consistente il tempo-scuola e il monte ore di numerose materie e aumentato il numero degli alunni per classe con il conseguente scadimento dell'offerta formativa e gravissime violazioni delle vigenti norme sulla sicurezza. Tutto questo avviene mentre proliferano istituti privati per i quali il Governo nazionale continua a stanziare fondi -fondi peraltro votati in modo “bipartisan” in parlamento!-. La stessa Regione Molise ha stanziato (deliberazione giuntale 403 del 31.05.2010) la considerevole somma di 800 mila euro per quaranta scuole private, per la maggior parte ubicate in Comuni ove sono già presenti altre scuole pubbliche del medesimo grado e che, a causa dei famigerati tagli, versano in situazioni di grave difficoltà. Giova ricordare che solo in due di questi istituti privati sono presenti alunni diversamente abili, a fronte dei numerosi che, nelle scuole statali, non ricevono l'adeguato numero di ore di sostegno e sono stipati insieme agli altri studenti in aule sovraffollate.
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