Salute, Scienze e Medicina in Molise
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| TERMOLI _ Una donna di 55 anni della provincia di Isernia, affetta da una rara patologia, è stata salvata nel reparto di Cardiologia dell’ospedale di Termoli, diretto dal prof. Emilio Musacchio. La donna, apparentemente sana, dall’età di 18 anni soffriva di gravi disturbi che improvvisamente la portavano ad uno stato di morte apparente. Una patologia piuttosto rara e difficile da diagnosticare. La cinquantacinquenne ha girato diversi ospedali senza che nessuno fosse mai riuscito ad individuare le cause del suo male, anche perché il cuore, esaminato a fondo in tutti i suoi aspetti, ogni volta risultava sempre sano e senza alcun problema. Tutti gli accertamenti davano un esito negativo tant’è che si pensava soffrisse di disturbi di tipo neurologico e le cure andavano in questa direzione. Una volta cadde improvvisamente per terra rompendosi un piede. Negli ultimi mesi la situazione è andata peggiorando. |
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CAMPOBASSO _ L’Assessorato regionale alle Politiche per la Tutela della Salute in collaborazione con l’A.S.Re.M. ha dato inizio al progetto dal titolo “Facilitazione della comunicazione nei pazienti con gravi malattie neuromotorie” Il progetto mira a sperimentare appropriati percorsi per l’erogazione di ausili ad alta tecnologia a soggetti con gravi patologie neuromotorie e sindromi post-traumatiche dovute a lesioni cervicali. |
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 TERMOLI _ Da alcuni anni presso l’UOC di Chirurgia Generale dell’Ospedale di Termoli, diretta dal dott. Michele Malerba, è attivo un Centro per la Terapia Chirurgica della Grande Obesità e delle Malattie Metaboliche (Diabete Mellito, Dislipidemie, Ipertensione arteriosa) associato alla SICOB ( Soc. It. Chir. Obesità) dove vengono eseguiti particolari interventi chirurgici per la guarigione definitiva del Diabete Mellito di tipo II. |
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RICCIA _ Di estremo interesse l’incontro – dibattito, organizzato dall’amministrazione comunale, svoltosi sabato sera nella sala convegni “Beato Stefano” e finalizzato a prevenire le malattie della tiroide. “L’incontro di oggi – ha spiegato l’assessore alle Politiche Sociali Mariapina Vassalotti in apertura dei lavori – è il primo di una serie di appuntamenti che l’amministrazione intende realizzare per informare la popolazione sulla prevenzione delle principali problematiche nel campo della salute. E’ un momento molto importante perché mira a far conoscere alla comunità i modi per prevenire le diverse patologie legate alla tiroide che, negli ultimi tempi, stanno riguardando sempre più persone del nostro comune. L’obiettivo – ha concluso l’assessore – è quello di far capire ai nostri cittadini gli stili di vita e le abitudini corrette per vivere sani e in serenità”. |
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CAMPOBASSO _ Dalla collaborazione tra l’Unità Operativa di Radioterapia dell’Università Cattolica di Campobasso e l’Unità Operativa di Neurochirurgia dell’IRCCS Neuromed di Pozzilli è nata una sperimentazione su pazienti operati per una particolare forma di tumore cerebrale. Questa sperimentazione ha riguardato la possibilità di aggredire con maggiore energia questi tumori, senza per questo aumentare il rischio di danni ai tessuti circostanti. La ricerca è stata pubblicata sull’International Journal of Radiation Oncology, Biology, Physics, la rivista scientifica leader della radioterapia mondiale. Il tumore preso di mira dai ricercatori della Cattolica e della Neuromed è uno dei più temibili oggi conosciuti dalla medicina: il glioblastoma multiforme, che rappresenta la forma più grave nella categoria dei gliomi maligni, a loro volta i più diffusi tumori cerebrali negli adulti. |
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CAMPOBASSO _ Ha la firma di una "equipe" italiana della Cattolica la nuova scoperta medica che permetterà di curare le patolige tumorali. E' stato scoperto, infatti, il meccanismo d'azione di un importantissimo farmaco antitumorale, il Paclitaxel (taxolo), medicina utilizzata in un quarto delle terapie chemioterapiche cui si sottopongono migliaia di pazienti ogni giorno. Secondo quanto reso noto sulla rivista Cancer Research, il Taxolo imita il comportamento di una proteina endogena che provoca naturalmente la morte cellulare, e cosi' facendo uccide le cellule malate. La scoperta si deve a un gruppo di ricercatori del Dipartimento per la Tutela della Salute della Donna e della Vita Nascente dell'Universita' Cattolica-Policlinico Gemelli di Roma diretto da Giovanni Scambia, in collaborazione con i colleghi del Centro nelle scienze biomediche Giovanni Paolo II della Cattolica di Campobasso ed ha consegnato agli oncologi di tutto il mondo le chiavi del funzionamento della piu' importante sostanza antitumorale oggi in uso. |
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