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Scritto da Ferruccio Maria Fata    Giovedì 14 Maggio 2009 20:25    Stampa
Un Monumento ai Gabbiani, nella sinfonia cosmica dell'infinito
Cronaca Tremiti
IN MEMORY OF TREMITI ISLANDS
Mi è capitato il caso straordinario di assistere alla rappresentazione di un autentico ideale attraverso la creazione di una scultura utopica (forse un monumento ai gabbiani, alla natura, alla poesia inimitabile delle Isole Tremiti).
Questo vorrebbe essere in qualche modo il tentativo - estremamente imperfetto nella fattispecie – di redigere un commento sull’itinerario mentale dell’esperienza suddetta. Nel praticarlo, appare onesto sottolineare che riuscirebbe arduo non solo circoscrivere l’espressione di sensazioni che si verificano nella maniera più schietta senza parole, ma anche soltanto il tentativo di delineare la sfera di tali realtà.
In fondo la storia personale di ogni uomo, è impregnata del pensiero di quei Personaggi che hanno dialogato mentalmente con lui, e chissà cosa sarei oggi anch’io, se non avessi goduto del privilegio di poter mescolare la mia pur modesta essenza con quella eccezionale di tanti ammirevoli Artisti, celebrati per la Loro creatività grandiosa, se non ci fosse stato concesso di colloquiare spiritualmente fra noi, scambiandoci vicendevolmente parti di quel tesoro inesauribile che si trova racchiuso nell’energia vitale della nostra ragione.
Se è vero che la cultura dovrebbe rivelare e approfondire quelle specifiche forme dell’esperienza che più intensamente si rivelano comuni a tutti, allora dovremmo anche convenire che la cifra del lavoro di un artista non è data certo dall’insieme di parole che potremmo sprecare per convincere noi stessi che in esso vi sia qualcosa di buono. Piuttosto, la sua estensione risiede proprio in quella potenzialità di coinvolgimento che genera nello spettatore stesso.
Penso che obiettivo primario dell'artista sia quello di comunicare - attraverso la realizzazione del proprio lavoro - la forza di un messaggio rivolto all'umanità intera. Ciò avviene al di là dei limiti che potrebbero essere imposti da realtà contingenti quali lo spazio, il tempo, le divisioni geopolitiche. L'etica dell'artista conserva come valore primario la realtà umana e l'universo che la contiene.
E' una visione del mondo che potrebbe vedersi deformata dal progresso che minaccia di condurre in un tunnel l'uomo diviso fra tecnologia ed emozione. Ma la via d'uscita esiste e, come sempre accade, riesce assai semplice. Il filosofo tedesco Martin Heidegger ce ne ha indicato il percorso, più di mezzo secolo fa. Il superamento degli ostacoli negativi che possono insorgere nel mondo regolato da strumenti e sistemi dalla civiltà tecnica non risiede certo nella distruzione della tecnologia, ma emerge dal superamento di quel fascino da essa prodotto negli uomini.
Da parte mia preferisco raccogliermi per continuare, ove possibile, il dialogo spirituale di cui dicevo.
Tutti i pensieri che mi riconducono all’incontro con autentici giganti della creatività sono lezioni che valgono già di per sé un’esistenza.Non mi riesce di commentarli senza sentirmi un poco ridicolo. Fanno semmai rinfocolare in me un sentimento irrefrenabile, il richiamo a rivisitarne il puro spirito.
Ed è forse la medesima energia che mi ha ricondotto a tu per tu con un’opera sorprendente per semplicità e ricchezza di contenuti, ormai del tutto priva di materialità e proprio per questo dotata di vitalità imperitura.
Nulla avviene mai per caso. Dovremmo considerare una enorme ricchezza intellettuale qualsiasi evento che si registra nella quotidianità. Immagini, vibrazioni, suoni, ma soprattutto la percezione dell’infinito in due particolari dimensioni: il tempo e lo spazio.
Qui alle Isole Tremiti - forti del privilegio che ci rende spettatori di quel concerto che ne ripropone la sinfonia immortale - possiamo avvertire con enorme intensità entrambe tali entità.
Purché diamo credito alla ragione, ciò che Aristotele indica come il bene supremo dell’uomo.
Pertanto, qualora vi ritrovaste a godere la vista e l’atmosfera di quella cala meravigliosa, non cercate con lo sguardo il monumento, ma avvertitene con la partecipazione dell’anima il potenziale flusso attraverso l’aria che vi avvolge.
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