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| Salute: annegamenti in Italia, pochi incidenti ma elevata mortalità |
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_LECCE_ Con l’inizio della stagione estiva e delle vacanze l’Italia affronta tante storie tragiche in fatto di emergenze in mare strettamente connesse ad incidenti causati dall’imperizia tecnica, quali proprio l’annegamento.
Gli annegamenti e i semiannegamenti sono eventi molto gravi che spesso riguardano la fascia di popolazione più giovane, con la più lunga attesa di vita. La consapevolezza che molti dei fattori di rischio siano noti sollecita un loro controllo attraverso l’elaborazione e l’attuazione di programmi nazionali e locali di prevenzione. Si stima che ogni anno nel mondo muoiano per annegamento oltre 380.000 persone, il che colloca l'annegamento al terzo posto tra le cause di morte per incidente dopo gli incidenti stradali e le cadute. Gran parte di questi eventi si registra Africa, Asia del pacifico occidentale e del Sud-Est asiatico e est europeo. i. In Europa, ogni anno si verificano 28.000 annegamenti fatali, con un tasso medio pari a circa 35 morti ogni milione di abitanti/anno. Le aree maggiormente a rischio sono quelle dell’est europeo, in particolare Bielorussia, Lettonia, Lituania, Russia e Ucraina che presentano tassi 15-16 volte superiori a quelli dell’Italia. Per queste nazioni, certamente temperatura fredda delle acque, elevato consumo di alcol e difficoltà nell’approntare rapidi servizi di intervento sono tra i fattori che contribuiscono agli elevati tassi di mortalità. Gli annegamenti in Italia, se paragonati ad altre tipologie di incidenti, rappresentano un fenomeno a bassa incidenza, ma ad elevata letalità. Secondo Giovanni D’Agata, componente del Dipartimento Tematico Nazionale “Tutela del Consumatore” di Italia dei Valori e fondatore dello “Sportello dei Diritti” non resta che rivolgere un appello ricordando di seguito alcune regole da tenere a mente per evitare inutili rischi • Non entrare in acqua a stomaco pieno o durante la digestione (attendere almeno 3 ore); • Non entrare in acqua quando non ci si sente bene o si accusano malesseri; • Quando si sono consumate bevande alcoliche evitare di entrare in acqua, andare in barca o fare altri sport acquatici. Si ricordi che l'alcol può rendere meno vigili in circostanze in cui si richiede capacità di controllo, ad esempio nel prestare attenzione al bambino vicino l'acqua*; • Non entrare in acqua bruscamente dopo una lunga esposizione al sole o se si è accaldati, perché la notevole differenza di temperatura tra il corpo e l'acqua può determinare delle alterazioni, anche gravi, della funzione cardiorespiratoria, con perdita della conoscenza ed arresto cardiaco; • Addestrarsi a praticare la rianimazione cardiopolmonare (CPR), perché nel tempo in attesa dell'arrivo del personale sanitario, le capacità di primo soccorso possono fare la differenza per salvare la vita*; • Non improvvisarsi subacquei, in quanto l'immersione richiede una forma fisica adeguata, raggiunta dopo una preparazione specifica; • Evitare di fare il bagno quando il mare è agitato; • Evitare, se possibile, di fare il bagno da soli, perché anche un banale crampo potrebbe mettere in serie difficoltà; possibilmente scegliere luoghi per nuotare sorvegliati da bagnini; • Evitare di tuffarsi se non si conosce la profondità dell'acqua; si rischia di urtare contro il fondo o contro gli scogli con conseguente morte per trauma cranico o postumi invalidanti per lesioni alla testa ed al collo; • Informarsi sulle condizioni del vento e del mare e le relative previsioni prima di andare in acqua. Vento forte e temporali con fulmini possono costituire un serio pericolo*; • Indossare il giubbotto di salvataggio omologato quando si naviga, a prescindere dalla distanza di viaggio, dal tipo di imbarcazione o dall'abilità a nuotare di coloro che vanno in barca*; • Fare attenzione alle bandiere colorate di avviso di pericolo in spiaggia*; • Fare attenzione alle onde pericolose e ai segni di corrente di riflusso (es, acqua che cambia colore e stranamente mossa, schiumosa, o piena di detriti). Se si finisce in una corrente che porta al largo, non cercare di contrastarla subito nel tentativo di guadagnare immediatamente la riva. E' meglio cercare piuttosto di uscire dal flusso della corrente, nuotando parallelamente alla spiaggia. Una volta fuori dalla corrente, nuotare verso la riva*; • Usare molta prudenza in acque dolci (fiumi e laghi) sia per le correnti presenti, sia per la temperatura dell'acqua, spesso assai fredda; • Prestare la massima attenzione ai bambini, raccomandazione che vale in generale ma soprattutto nelle piscine, ambienti che apparentemente sembrano più sicuri e inducono a minore prudenza. • In particolare, se si possiede una piscina interrata*: • la piscina dovrebbe essere circondata da un recinto adeguatamente alto (almeno 120 cm); • l'accesso alla piscina dovrebbe essere consentito tramite cancelli con chiusura con dispositivo di richiamo e meccanismo di apertura fuori dalla portata dei bambini. Considerare l'eventualità di dotare la piscina interrata di ulteriori protezioni aggiuntive come sistemi di allarme perimetrale per prevenire l'accesso ai bambini piccoli; • tenere sempre a mente che braccioli o ciambelle gonfiabili sono giocattoli e non sono realizzati per salvare le persone in acqua. Per questo scopo esistono appositi giubbini di salvataggio; • i giochi dovrebbero essere rimossi dalla piscina subito dopo l'uso. Barchette, palle, ed altri giochi possono incoraggiare il bambino ad entrare in piscina, o a sporgersi su di essa e potenzialmente a caderci dentro. • Per quanto riguarda piccole piscine in particolare quelle gonfiabili, acquistabili anche nei supermercati, è buona norma vuotarle dopo l'uso oppure dotarle di una copertura solida a prova di bambino. |



